Tutto cambia: Gazzarrini docet

giu 30
2009

Panta rei, si dice avesse scritto Eraclito, il filosofo del divenire.
E non si può dire che la moda non colga il concetto.
Un esempio? La nuova collezione Gazzarrini: capi ibridi, tessuti eleganti in contesti casual e linee chic rese con tessuti volontariamente normal.
Una percezione dello stile fuori dagli schemi, che rende possibile l’unione perfetta tra un pantalone in stile jogging e una giacca couture con revers eleganti, per formare un completo da sera che funzioni però in ogni ora della giornata.

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Come sempre portabilissimo, il marchio ha scelto un modo di comunicare che si appiglia alle nuove tecnologie per ridefinire il senso di un’identità fashion, un lucido delirio glamour, come viene definito nel comunicato stampa: il video che presenta la collezione è visibile sul sito e sui social network Facebook e MySpace.

via: sfilate.it

“There is only one Harrods”

giu 29
2009

“There is only one sale”

27 giugno 2009: l'apertura

27 giugno 2009: l'apertura

Eppure ne parla anche Wikipedia, come ho fatto a non immaginarlo?
Fatto sta che il primo giorno di saldi da Harrods non l’avevo mai vissuto sulla mia pelle: avrei dovuto essere avvertita della coda, della folla e di tutto ciò che comporta il vedere, tutte assieme, migliaia di paia di scarpe scontate del 50% con migliaia di donne avventate sopra come sull’ultimo sacco di zucchero in tempo di guerra.
Paragone infelice forse, ma un po’ di frivolezza non guasta mai, specie se l’argomento è il grande magazzino londinese simbolo del consumismo, dove anche uno yo-yo costa 300 sterline e in cui si può trovare tutto, “dallo spillo all’elefante”, come recitava un suo celebre claim pubblicitario.
La madrina di quest’anno era Mischa Barton, la Marissa di O.C., che ha fatto bella mostra di sé e del suo abitino bianco accanto al proprietario Mohamed Al Fayed.

Mischa e Mohamed

Mischa e Mohamed

Per dirla con Mischa, “un abbuffata di acquisti durante i saldi è il sogno realizzato di ogni ragazza”.
Io, dal canto mio, l’ho presa alla lettera. Il mio portafoglio un po’ meno.

L’importante è partecipare

giu 25
2009

Di stranezze è pieno il mondo, ma quando le stranezze ti permettono di vincere tre paia di Manolo Blahnik che siano benvenute. Questo è il premio in palio per chi vincerà la Glamarathon, la corsa sui tacchi a spillo promossa da Hansaplast per supportare la SMArathon, contro la SMA (Atrofia muscolare spinale). La corsa, che in realtà è un rush di 80 metri e non una maratona classica (come c’era da augurarsi), va rigorosamente effettuata con tacchi a spillo di non meno di 7 centimetri. L’obbiettivo, in ogni caso, non è tanto vincere, quanto partecipare all’estrazione delle Manolo: basta iscriversi alla corsa e sperare di essere tra le fortunate estratte.

La scelta non si pone: tacchi obbligatori!

La scelta non si pone: tacchi obbligatori!

Appuntamento a Milano il 4 luglio in Largo La Foppa, a partire dalle ore 15. Per ulteriori informazioni: www.corsasuitacchi.it. Armiamoci (di tacchi a spillo) e partiamo! (ma attenzione alle lussazioni)

L’ambiente chiama, la moda risponde

giu 24
2009

Saranno stati i continui allarmi ambientali? O l’emergenza rifiuti? Fatto sta che l’ecologia sta riscuotendo un successo sempre maggiore e l’industria della moda, con tutte le critiche di cui è passibile per i suoi eccessi, non vuole certo lasciarsi sfuggire l’occasione di essere un po’ più buona.

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riciclare per la moda, o moda per riciclare

Milano Moda Uomo e Pitti Immagine hanno cavalcato l’onda e hanno presentato novità all’insegna dell’ecosostenibile su tutti i fronti. Ermenegildo Zegna, che per la prima volta presentava  la sua collezione alle sfilate di Milano, ha puntato sull’eco-fashion con blazer in lane trattate per respingere i raggi solari e “free way racket”, giubbotti dotati di led per fare jogging al buio, mentre in quel di Firenze si sono visti i boardshort in poliestere riciclato di Sundek e borse in materiali eco-compatibili e riciclati che AmazonLife ha commissionato in co-branding a marchi come Braccialini, Evisu, Gherardini, entusiasti dell’iniziativa. Anche il salone White Homme, in programma a Milano dal 21 al 23 giugno, stringe i legami con la sostenibilità della moda coinvolgendo C.l.a.s.s. - Creativity, lifestyle and sustainable sinergy, una piattaforma che riunisce aziende che usano fibre eco-compatibili e processi produttivi, se non ecologici, in direzione della sostenibilità ambientale. Il risultato è un’esposizione in cui protagoniste sono vere e proprie collezioni di moda realizzate con criteri in linea con l’ambiente.

Timori reverenziali: lui e la sua borsetta

giu 22
2009

Adesso basta con le divisioni di genere: è l’ora di superare i clichè e riversarsi nella nuova era, che stempera i confini dei generi sessuali e con essi gli abiti e le funzioni ad essi tradizionalmente attribuiti.
Se c’è una cosa che si è capita nelle passerelle delle collezioni uomo per l’estate 2010 di scena a Milano proprio in questi giorni è stata, infatti, che la borsa non è più un accessorio femminile, o relegato per l’uomo all’ambito lavorativo.
La borsa, cari maschietti, c’è.
Lo dicono Dolce e Gabbana, lo dice Donatella Versace.

il BORSELLO di Dolce&Gabbana

il BORSELLO di Dolce&Gabbana

E, se non vi basta, anche il tempio dell’eleganza formale Bottega Veneta ne fa un must have.

le TOTE BAG di Bottega Veneta

le TOTE BAG di Bottega Veneta

Quindi niente più scuse.
Cellulare, portafoglio e chiavi ve li tenete da soli.

Il futuro è Plus Size

giu 19
2009

C’è una guerra in atto. Una guerra in cui le armi sono i chili invisibili persi dalle modelle durante gli anni, che hanno portato la 36 a diventare la nuova 38 e gli stilisti a creare capi di campionario che non stanno addosso nemmeno a Agyness Deyn (v. la polemica della redattrice di British Vogue Alexandra Shulman

).

Beth Ditto e i Gossip

Beth Ditto e i Gossip

Ma ci sono anche ragazze che mettono fiori nei cannoni: una di queste è l’irriverente leader dei Gossip Beth Ditto, una ragazzona californiana con una voce da favola che si definisce “flabby lesbian” (ovvero lesbica flaccida) e che ha stupito il mondo della musica con le sue performance poco politically correct e il suo peso non esattamente forma. Ecco: quella di Beth non è solo l’ultima linea di abbigliamento ideata da una celebrity. Nossignore. È una linea plus size per ragazze abbondanti e felici, un po’ rock e con le idee chiare sull’essere glamour.

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Leggings lucidi e scintillanti, miniabiti in paillettes, prom-dress fantasia sono i capi che si possono vedere in preview per adesso, in attesa che vadano in vendita per la label Evans dal 9 di luglio. Grande Beth: è proprio il caso di dirlo. via: thecut.com

Scervino Street: arrivano le borse!

giu 18
2009

Ancora frange per le borse dell'a/i 2009/2010

Ancora frange per le borse dell'a/i 2009/2010

Data la (supposta) scarsezza globale di finanze, confortati dalla speranza di cambiamento che porti un autunno felice e dorato, consoliamoci con un’altra anteprima: oltre alla collezione Jimmy Choo di H&M, assieme alla pioggia arriverà anche la nuova collezione di borse firmata Scervino Street.
Linea giovane e scanzonata della maison Ermanno Scervino, Scervino Street mantiene il suo mood anche in questa occasione, almeno stando alle prime fotografie.
Italia, Russia, Medio Oriente,  Grecia, Spagna e Portogallo sono i paesi in cui saranno in vendita.

via: dellamoda.it

Parola d’ordine: low cost

giu 17
2009

foto di gruppo...

foto di gruppo...

“È così difficile stare dentro le scarpe di una donna sola. Per questo ne servono di veramente speciali. Per camminare un po’ più allegramente.”

Lo diceva Carrie Bradshaw ai tempi di Sex and the city, e molte, moltissime, forse troppe donne ne hanno fatto un diktat.
Se Carrie è il guru dell’animo fashion racchiuso in ognuna di noi, il Sacro Graal (così, per saltare di fede in fede) può essere considerato sua preziosità Jimmy Choo, che ha fatto sognare schiere di fanciulle con i suoi celebri stiletto.
Sognare, perché di acquistare quelle splendide calzature non se ne parla: prezzi davvero esorbitanti, impossibili a volte anche per le fashion addicted più azzardate.
E adesso, rullo di tamburi, Jimmy Choo arriva in versione low cost, grazie ancora una volta a quei mattacchioni di Hennes &Mauritz, per il quale il celebre designer ha creato una capsule di scarpe e borse che comprenderà anche una linea maschile.
Bisognerà aspettare però il 14 novembre per vedere la collezione Jimmy Choo in 200 H&M del pianeta.
Si attendono sommosse popolari. Elmetto e giubbotto antiproiettile consigliati.

via: lastampa.it

Matrimoni fra brand: Evisu e Mandarina Duck

giu 15
2009

Matrimoni pregressi: Evisu & Puma

Matrimoni pregressi: Evisu & Puma

Che la moda abbia da tempo accettato e promosso i matrimoni fra generi diversi con attitudini simili non è una novità. E non si parla delle cosiddette “coppie di fatto” che tanto hanno fatto discutere il precedente governo italiano, o, almeno, non in questo caso.
Il matrimonio in questione, l’ultimo di molti, si terrà mercoledì 17 giugno a Firenze e si celebrerà fra il brand giapponese Evisu, jeans wear di alta gamma, e la bolognese Mandarina Duck, strafamose borse dall’inconfondibile design.
L’officiante sarà il nuovo ceo di Evisu, Scott Morrison, che ha inserito in modo oculato il lancio di Evisu Accessory line nel rutilante mondo degli avvenimenti fiorentini della settimana di Pitti.
Da questa unione ci si aspetta una bag collection unisex che mette assieme tela indigo e pellami morbidissimi, combinazioni di colori insoliti e una serie di portafogli con varie dimensioni.

Tanti auguri efigli maschi, insomma.

via: Fashionmagazine

Fra LBD e Cocktail dress

giu 12
2009

Indecisione.

Indecisione.

Ci sono donne e donne.
C’è chi mai uscirebbe senza una manicure perfetta e chi va dal parrucchiere una volta all’anno.
Chi scende dal tacco 12 solo per andare in palestra e chi non rinuncerebbe mai alle ballerine ultraflat.
Ma ogni donna, almeno una volta nella vita, passa attraverso la fatidica e autoreferenziale domanda: cosa mi metto oggi?
Capita, del resto. La serata importante, quella in cui ci si vuol sentire belle, a prescindere da canoni e convenzioni. Quelle occasioni in cui serve un vestito che non possediamo mai, in cui lo stile di sempre sembra vecchio e stantio.
Se la crisi stilistico-esistenziale si fa forte, la soluzione, come spesso succede, può risiedere in un libro.
No, niente consigli di stile: un bel libro di storia. Storia del costume, è ovvio: The Cocktail Dress della redattrice di Style.com Laird Borrelli-Persson, che ha raccontato la storia del vestito da cocktail dalla sua invenzione negli anni Venti fino all’interpretazione New Look di Dior.

Celebrato dal party di lancio di rito, il libro contiene anche numerose illustrazioni di fashion designer del calibro di Peter Som, Cynthia Rowley e Isaac Mizrahi, e foto di abiti di stilisti famosi (Marc Jacobs, uno dei nomi) che certo desteranno anche la più dormiente ispirazione.
Del resto, cosa c’è di meglio di una lucida analisi di ciò che fu per creare uno stile personale e irripetibile?

Via: The Cut

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