Jeans destroyed. Ovvero: soluzioni intelligenti per fashion victim squattrinate

mag 14
2009

En no, non è finita.
Hanno attraversato le decadi incuranti di crisi e opulenze e anche nel 2009 li vedremo in giro per le desolate shopping lane del mondo, a simboleggiare una ricchezza non ostentata, un benessere dimesso.
Il capo in questione sono i jeans strappati, tornati alla ribalta e apparsi in versioni esagerate e lussuosissime sulle passerelle dei maggiori stilisti.

Passerelle strappate

Passerelle strappate

Oltre al jeans destroyed un altro è il trend denim dell’estate che verrà: li hanno chiamati Boyfriend jeans, in realtà non sono nient’altro che jeans oversized, che sembrano “rubati” dall’armadio del proprio fidanzato e infilati così, senza pensarci troppo, arrotolandone l’orlo per non pestarli.
Perplessità a parte sui risultati (se non si è alte si rischia l’effetto “bambina che deve crescere”), entrambi i look sono easy, facili da reperire e non costano praticamente niente.

Versione griffata: DKNY by Levis

Versione griffata: DKNY by Levis

E, per chi ha una spiccata vocazione alla manualità e tempo a disposizione, ecco il diy (fai da te) dei jeans borchiato (altro must have 2009). Basta comprare il necessario, seguire le istruzioni, stare attenti a non farsi male, e il look ripped/punk/couture è bello che fatto.

Via: Fashionising

Margiela d’autore: il piacere della couture fai da te

apr 28
2009
Sketch dell'abito-base Martin Margiela: una tavolozza su cui dipingere il vestito ideale

Sketch dell'abito-base Martin Margiela: una tavolozza su cui dipingere il vestito ideale

Sulla scia della moda interattiva e dell’elaborazione personale dello stile, segnalo anche un curioso esperimento di SHOW Studio, sito internet e agenzia multimedia che propone ai suoi utenti/visitatori di diventare anche autori in prima persona.
Più che di autori in questo caso si dovrebbe parlare di stilisti: dal sito si può scaricare il cartamodello di un abito della maison Martin Margiela, celebre per le sue linee pulite e destrutturate, da considerare come una versione di base che va arricchita con quanto la nostra fantasia ci suggerisce.
E non basta. Se il nostro istinto da stilista non è ancora abbastanza soddisfatto, si può fotografare il capo creato e mandare tutto al sito SHOW Studio, visionando poi i risultati nella galleria di immagini assieme a quelli di chi si è cimentato in cotanta impresa.
Per avere un capo d’autore, insomma, non importa spendere cifre esorbitanti.
Ago, filo e tanta, tanta, tanta forza di volontà.

via leiweb

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