Passione africana per Puma

lug 13
2009

Saranno in vendita in alcuni negozi selezionati a partire dal 15 luglio e piaceranno sicuramente ai molti nostalgici dello streetwear anni Settanta le nuove Puma Tekkies, che si hanno tutti i numeri per essere il must della primavera 2010.
La Coppa del Mondo del prossimo anno, che si terrà nel continente africano (più precisamente in Sudafrica), è stata la matrice interpretativa per questa collezione di sneakers da sapore retrò con cui Puma rende omaggio all’Africa non solo nei colori sgargianti e nelle fantasie ma anche nel nome: Tekkies prende spunto da “takkies”, lo slang afrikaans che chiama così le scarpe con la suola di gomma.

 

Omaggio a "Les Elefants" della Costa D'Avorio: prima squadra africana a giocare a livello internazionale

Omaggio a "Les Elefants" della Costa D'Avorio: prima squadra africana a giocare a livello internazionale

Omaggio ai "Les Aigles de Carthage", prima squadra africana ad aver vinto una partita in un Mondiale

Omaggio ai "Les Aigles de Carthage", prima squadra africana ad aver vinto una partita in un Mondiale

I modelli degli anni Settanta, Ottanta e Novanta sono stati rivisitati con un tocco di Africa, di un’Africa, per una volta, grande nello sport e non solo sinonimo di povertà.

Un omaggio collettivo quello al grande continente nero, che ricalca le orme della politica internazionale che ha in Barack Obama il suo mentore per sbilanciarsi sulle più frivole note della moda.

via: Stylosophy

Una Saint Honorè per Roberto Cavalli

lug 09
2009
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Chi ha chiamato una prestigiosa linea di abiti come una celebre torta?
Ovvio, lui, il re degli eccessi: Roberto Cavalli.
Lo stilista italiano ha presentato a Parigi la sua nuova linea di favolosi abiti su misura battezzandola Saint Honorè, un progetto definito “pret-a-porter d’alta gamma”, destinato a quelle clienti le cui richieste non possono e non devono essere annoverate negli standard dei comuni mortali.
Innanzitutto il fattore prezzo: gli abiti della linea Saint Honorè partono da 30mila euro.
In secondo luogo la destinazione d’uso: esclusivi abiti da sera o da sposa, da indossare in occasione specialissime.
Roberto Cavalli ha voluto così rendere disponibile anche al di fuori dai red carpet le sue creazioni più lussuose, che per definizione non hanno stagionalità e vengono confezionate su misura in un massimo di 30, 35 unità annuali.
Osservando i tempi di realizzazione di tali opere d’arte ci si rende conto di quanto effettivamente un abito da sera di tale carisma possa valere: si passa dalle 200 ore per un capo “basic”, fino ad arrivare a 700 ore di lavoro per un abito con ricami eseguiti da Lesage, Vermont e Hurel di Parigi (istituzioni nel settore).
Lusso sì, ma non per tutti, sembrano dire gli splendidi modelli presentati nella capitale francese.
Forse Roberto Cavalli, con questo passo, ha saputo interpretare meglio di altri l’andamento del settore moda, intuendo che certi eccessi, adesso, sono appannaggio di pochi. Che non vogliono rinunciarvi. Conviene quindi andar loro incontro, assecondarli, fidelizzarli, coccolarli. In attesa di poter vendere più Saint Honorè.

via: Sfilate

Make up: smoky eyes anche d’estate

lug 06
2009

Per la favolosa e sempre attesa rubrica DIY (do it yourself, per i non anglofoni): come creare su di sé gli smoky eyes senza inciampare nell’effetto panda o, peggio, Courtney Love (il panda, almeno, è una specie protetta).

Illuminante il video della truccatrice M.A.C.  Chantal Miller:

Make up tips by M.A.C.

Fondamentali i prodotti:
- Per chi ha voglia di cercare il finish preferito fra mille varianti, il sito M.A.C. è come il Manuale delle giovani marmotte: utile, comprensibile e divertente.

- Per chi, invece, vuole tutto pronto, ci sono i kit. Mille le varianti e le possibilità:

Cargo, da Sephora

Benefit, online

Pupa, low cost in profumeria

In ogni caso, la parola d’ordine è: parsimonia.
E ricordarsi che d’estate il trucco tende a sciogliersi. Sia in spiaggia che, udite udite, su un red carpet.

Il passo falso del make up di Marion Cotillard

Il passo falso del make up di Marion Cotillard

Via: Fashionìsima

Debutto profumato per John Richmond

lug 03
2009

Leila Ben Khalifa per Tom Munro

Leila Ben Khalifa per Tom Munro

Entra nel mondo delle fragranze anche John Richmond.
E lo fa coerentemente con il suo stile: con un profumo che ricalca alla perfezione la donna preferita dello stilista inglese. Cioè aggressiva e moderna, ma al contempo femminile e seducente.
Un dualismo che si è ripetuto anche nelle sfilate della moda uomo con giacche con maniche risvoltate portabilissime (e amatissime dai compratori) accanto al tuxedo completamente ricoperto da croci ricamate e applicate, simbolo di un’anima punk che vuole emergere.
Tornando al profumo: pompelmo rosa, pera e mora selvatica sono le note che si fondono con magnolia e giglio bianco. Valore aggiunto il lucchetto, che si trova agganciato al tappo ma può trasformarsi in un accessorio, griffato e prezioso.

via: modaonline.it

“There is only one Harrods”

giu 29
2009

“There is only one sale”

27 giugno 2009: l'apertura

27 giugno 2009: l'apertura

Eppure ne parla anche Wikipedia, come ho fatto a non immaginarlo?
Fatto sta che il primo giorno di saldi da Harrods non l’avevo mai vissuto sulla mia pelle: avrei dovuto essere avvertita della coda, della folla e di tutto ciò che comporta il vedere, tutte assieme, migliaia di paia di scarpe scontate del 50% con migliaia di donne avventate sopra come sull’ultimo sacco di zucchero in tempo di guerra.
Paragone infelice forse, ma un po’ di frivolezza non guasta mai, specie se l’argomento è il grande magazzino londinese simbolo del consumismo, dove anche uno yo-yo costa 300 sterline e in cui si può trovare tutto, “dallo spillo all’elefante”, come recitava un suo celebre claim pubblicitario.
La madrina di quest’anno era Mischa Barton, la Marissa di O.C., che ha fatto bella mostra di sé e del suo abitino bianco accanto al proprietario Mohamed Al Fayed.

Mischa e Mohamed

Mischa e Mohamed

Per dirla con Mischa, “un abbuffata di acquisti durante i saldi è il sogno realizzato di ogni ragazza”.
Io, dal canto mio, l’ho presa alla lettera. Il mio portafoglio un po’ meno.

L’importante è partecipare

giu 25
2009

Di stranezze è pieno il mondo, ma quando le stranezze ti permettono di vincere tre paia di Manolo Blahnik che siano benvenute. Questo è il premio in palio per chi vincerà la Glamarathon, la corsa sui tacchi a spillo promossa da Hansaplast per supportare la SMArathon, contro la SMA (Atrofia muscolare spinale). La corsa, che in realtà è un rush di 80 metri e non una maratona classica (come c’era da augurarsi), va rigorosamente effettuata con tacchi a spillo di non meno di 7 centimetri. L’obbiettivo, in ogni caso, non è tanto vincere, quanto partecipare all’estrazione delle Manolo: basta iscriversi alla corsa e sperare di essere tra le fortunate estratte.

La scelta non si pone: tacchi obbligatori!

La scelta non si pone: tacchi obbligatori!

Appuntamento a Milano il 4 luglio in Largo La Foppa, a partire dalle ore 15. Per ulteriori informazioni: www.corsasuitacchi.it. Armiamoci (di tacchi a spillo) e partiamo! (ma attenzione alle lussazioni)

Il futuro è Plus Size

giu 19
2009

C’è una guerra in atto. Una guerra in cui le armi sono i chili invisibili persi dalle modelle durante gli anni, che hanno portato la 36 a diventare la nuova 38 e gli stilisti a creare capi di campionario che non stanno addosso nemmeno a Agyness Deyn (v. la polemica della redattrice di British Vogue Alexandra Shulman

).

Beth Ditto e i Gossip

Beth Ditto e i Gossip

Ma ci sono anche ragazze che mettono fiori nei cannoni: una di queste è l’irriverente leader dei Gossip Beth Ditto, una ragazzona californiana con una voce da favola che si definisce “flabby lesbian” (ovvero lesbica flaccida) e che ha stupito il mondo della musica con le sue performance poco politically correct e il suo peso non esattamente forma. Ecco: quella di Beth non è solo l’ultima linea di abbigliamento ideata da una celebrity. Nossignore. È una linea plus size per ragazze abbondanti e felici, un po’ rock e con le idee chiare sull’essere glamour.

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Leggings lucidi e scintillanti, miniabiti in paillettes, prom-dress fantasia sono i capi che si possono vedere in preview per adesso, in attesa che vadano in vendita per la label Evans dal 9 di luglio. Grande Beth: è proprio il caso di dirlo. via: thecut.com

Scervino Street: arrivano le borse!

giu 18
2009

Ancora frange per le borse dell'a/i 2009/2010

Ancora frange per le borse dell'a/i 2009/2010

Data la (supposta) scarsezza globale di finanze, confortati dalla speranza di cambiamento che porti un autunno felice e dorato, consoliamoci con un’altra anteprima: oltre alla collezione Jimmy Choo di H&M, assieme alla pioggia arriverà anche la nuova collezione di borse firmata Scervino Street.
Linea giovane e scanzonata della maison Ermanno Scervino, Scervino Street mantiene il suo mood anche in questa occasione, almeno stando alle prime fotografie.
Italia, Russia, Medio Oriente,  Grecia, Spagna e Portogallo sono i paesi in cui saranno in vendita.

via: dellamoda.it

Parola d’ordine: low cost

giu 17
2009

foto di gruppo...

foto di gruppo...

“È così difficile stare dentro le scarpe di una donna sola. Per questo ne servono di veramente speciali. Per camminare un po’ più allegramente.”

Lo diceva Carrie Bradshaw ai tempi di Sex and the city, e molte, moltissime, forse troppe donne ne hanno fatto un diktat.
Se Carrie è il guru dell’animo fashion racchiuso in ognuna di noi, il Sacro Graal (così, per saltare di fede in fede) può essere considerato sua preziosità Jimmy Choo, che ha fatto sognare schiere di fanciulle con i suoi celebri stiletto.
Sognare, perché di acquistare quelle splendide calzature non se ne parla: prezzi davvero esorbitanti, impossibili a volte anche per le fashion addicted più azzardate.
E adesso, rullo di tamburi, Jimmy Choo arriva in versione low cost, grazie ancora una volta a quei mattacchioni di Hennes &Mauritz, per il quale il celebre designer ha creato una capsule di scarpe e borse che comprenderà anche una linea maschile.
Bisognerà aspettare però il 14 novembre per vedere la collezione Jimmy Choo in 200 H&M del pianeta.
Si attendono sommosse popolari. Elmetto e giubbotto antiproiettile consigliati.

via: lastampa.it

Fra LBD e Cocktail dress

giu 12
2009

Indecisione.

Indecisione.

Ci sono donne e donne.
C’è chi mai uscirebbe senza una manicure perfetta e chi va dal parrucchiere una volta all’anno.
Chi scende dal tacco 12 solo per andare in palestra e chi non rinuncerebbe mai alle ballerine ultraflat.
Ma ogni donna, almeno una volta nella vita, passa attraverso la fatidica e autoreferenziale domanda: cosa mi metto oggi?
Capita, del resto. La serata importante, quella in cui ci si vuol sentire belle, a prescindere da canoni e convenzioni. Quelle occasioni in cui serve un vestito che non possediamo mai, in cui lo stile di sempre sembra vecchio e stantio.
Se la crisi stilistico-esistenziale si fa forte, la soluzione, come spesso succede, può risiedere in un libro.
No, niente consigli di stile: un bel libro di storia. Storia del costume, è ovvio: The Cocktail Dress della redattrice di Style.com Laird Borrelli-Persson, che ha raccontato la storia del vestito da cocktail dalla sua invenzione negli anni Venti fino all’interpretazione New Look di Dior.

Celebrato dal party di lancio di rito, il libro contiene anche numerose illustrazioni di fashion designer del calibro di Peter Som, Cynthia Rowley e Isaac Mizrahi, e foto di abiti di stilisti famosi (Marc Jacobs, uno dei nomi) che certo desteranno anche la più dormiente ispirazione.
Del resto, cosa c’è di meglio di una lucida analisi di ciò che fu per creare uno stile personale e irripetibile?

Via: The Cut

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