Una Saint Honorè per Roberto Cavalli

lug 09
2009
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Chi ha chiamato una prestigiosa linea di abiti come una celebre torta?
Ovvio, lui, il re degli eccessi: Roberto Cavalli.
Lo stilista italiano ha presentato a Parigi la sua nuova linea di favolosi abiti su misura battezzandola Saint Honorè, un progetto definito “pret-a-porter d’alta gamma”, destinato a quelle clienti le cui richieste non possono e non devono essere annoverate negli standard dei comuni mortali.
Innanzitutto il fattore prezzo: gli abiti della linea Saint Honorè partono da 30mila euro.
In secondo luogo la destinazione d’uso: esclusivi abiti da sera o da sposa, da indossare in occasione specialissime.
Roberto Cavalli ha voluto così rendere disponibile anche al di fuori dai red carpet le sue creazioni più lussuose, che per definizione non hanno stagionalità e vengono confezionate su misura in un massimo di 30, 35 unità annuali.
Osservando i tempi di realizzazione di tali opere d’arte ci si rende conto di quanto effettivamente un abito da sera di tale carisma possa valere: si passa dalle 200 ore per un capo “basic”, fino ad arrivare a 700 ore di lavoro per un abito con ricami eseguiti da Lesage, Vermont e Hurel di Parigi (istituzioni nel settore).
Lusso sì, ma non per tutti, sembrano dire gli splendidi modelli presentati nella capitale francese.
Forse Roberto Cavalli, con questo passo, ha saputo interpretare meglio di altri l’andamento del settore moda, intuendo che certi eccessi, adesso, sono appannaggio di pochi. Che non vogliono rinunciarvi. Conviene quindi andar loro incontro, assecondarli, fidelizzarli, coccolarli. In attesa di poter vendere più Saint Honorè.

via: Sfilate

A caccia di tendenze: Vintage Selection

lug 07
2009

Manifesto del vintage:
1) Il vintage rovista in soffitte, cantine e vecchi armadi. È il futuro del passato
2) Il vintage è palestra di creatività: per chi lo vende e per chi lo compra
3) Nel vintage non esiste il “fuori-moda”
4) Il vintage non nasce con la crisi economica. È un abito mentale
5) Ricicla, Riusa, Ripara. Quello che non è più nuovo può avere sempre una seconda anima
6) Un oggetto vintage ha una storia. Uno nuovo la sta ancora cercando
7) Non segue i trend e non ha date di scadenza
8 ) Un capo vintage ha mille vite: chi lo usa gliene dà una in più.

Vintage Selection, gennaio 2009

Vintage Selection, gennaio 2009

Ha appena aperto i battenti Vintage Selection N 14, la fiera dell’abbigliamento e design vintage che si tiene ogni anno alla Stazione Leopolda a Firenze, in corrispondenza con Pitti Filati e in collaborazione con A.N.G.E.L.O., la boutique di vintage prestigioso che, diventato ormai un vero e proprio brand, vanta filiali in tutta Italia (tra cui una fresca di apertura proprio nel capoluogo toscano).
Bigiotteria e occhiali sono i focus su cui A.N.G.E.L.O. ha deciso di puntare l’attenzione, senza tralasciare un po’ di doveroso impegno per l’ambiente con la linea A.N.G.E.L.O. Recycled.
Al di là dell’indubbia curiosità che circonda questo evento, si può dire che uno dei suoi pregi sia quello di cogliere i sentimenti della congiuntura economica internazionale e trasportarli su un piano vicino alla massa: tutti noi abbiamo riciclato qualcosa, e tutti lo faremo.
Un’idea condivisa anche da Agostino Poletto, amministratore unico di Stazione Leopolda s.r.l., che afferma: “I nuovi climi dell’economia e della moda mondiali concorrono a nuovi atteggiamenti di stile e di consumo, e a una nuova idea di lusso di cui aziende e designer di moda dovranno sempre più tenere conto. Per questo abbiamo dedicato quest’edizione alle tante buone ragioni che più di sempre ci avvicinano a questa realtà, in termini di consumo del prodotto di moda ma anche come input sulle tendenze. E un po’ ironicamente abbiamo stilato un vero manifesto del vintage”.
Reinventiamo tutti il nostro passato quindi.
Da martedì 7 a sabato 11 luglio 2009.

Comunicare moda

lug 02
2009

La promozione di un brand non può lasciare nulla di intentato: in un mondo in cui esiste praticamente solo ciò che si vede, essere presenti è fondamentale.
Molti sono i modi in cui le aziende trasformano in realtà tangibile il loro marchio. Bandita l’istituzionalizzazione, si cerca lo scalpore e la visibilità totale, l’impatto sulle masse, la creazione artificiale della curiosità.
Un esempio?
La campagna di Havaianas ha scelto l’inizio dell’estate astronomica (il 21 giugno) per inviare nelle strade delle maggiori città europee le sue testimonial, abbigliate per l’occasione con vestiti realizzati esclusivamente da infradito (Havaianas, ovviamente), al grido di “Una pioggia di infradito per l’estate”.
Si spera che i suddetti abitini non vengano imitati, ma l’iniziativa ha indubbiamente fatto girare più di una testa verso le belle ragazze “Havaiane”.

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Camomilla ha invece ricevuto il Press & Outdoor Key Award nella sezione “dinamica classica e mezzi decorati” organizzato da Mediakey il 5 giugno.
Ad aggiudicarsi il premio è stata l’idea del tram completamente rosa, decorato con la facciona della famosa gattina Hello Kitty, marchio che contraddistingue una fortunata linea creata da Camomilla. “Una scia rosa”  - come lo definisce il comunicato stampa di chiusura dell’evento - che ha attraversato Milano da ottobre ad aprile, sicuramente additato da signorine di età più o meno avanzata.

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Ma il sensazionalismo non risparmia nemmeno la promozione cinematografica, in particolare se il film in questione è legato al fashion e, soprattutto, se il protagonista si chiama Sacha Baron Cohen.
Da Borat, l’antiestetico giornalista kazako, Cohen si è trasformato in Bruno: sempre un giornalista, ma stavolta austriaco, dichiaratamente gay e provvisto di t-shirt zebrata di ordinanza, star dell’omonimo film che sarà nelle sale americane il 10 luglio (il 23 ottobre in Italia).
Irruzioni nelle sfilate più prestigiose gli hanno provocato denunce ma anche tanta notorietà. il tutto, praticamente, a costo zero. E con molto, molto glamour.

Get the London look

lug 01
2009

A parte i saldi e la immane quantità delle più svariate tipologie di abbigliamento che si possono immaginare, Londra sa instaurare con la moda un rapporto che è fatto anche di altro.
Lo dimostra l’attenzione che viene riservata a livello istituzionale a quella che è considerata un’arte a tutti gli effetti, degna di trovare spazio in uno dei musei storici più importanti della capitale britannica.
Future Fashion Now è infatti il titolo di un’esposizione, in corso nelle suggestive sale del Victoria & Albert Museum fino al 31 gennaio 2010, che racconta attraverso 55 outfit articolati in 4 sezioni i lavori dei diplomati al Royal College of Art, storica fucina di talenti della moda adesso in forza nelle principali maison.
Ogni sezione esplora il laborioso processo creativo che ha portato alla realizzazione dei capi, a partire dalla fonte di ispirazione, passando per gli sketch preparatori e arrivando al prodotto finale.

Ispirazioni militare e incrostazioni di cristallo per la designer Katie Eary

Ispirazioni militare e incrostazioni di cristallo per la designer Katie Eary

Concetto, Forma, Tecnica, Dettaglio: le sezioni della mostra si soffermano su ogni aspetto dell’ideazione di un capo di abbigliamento.
La sensazione, guardando, è quella di sentirsi insospettabilmente vicini ai creativi, e anche stranamente capaci di essere parte di un processo che sembra a volte non avere radici comprensibili.
Celebrazione dei fasti nazionali, quindi, ma il faro londinese getta il suo fascio di luce anche sulla moda nostrana, con una mostra sui 50 anni della Maison Missoni, aperta dal 1 luglio al 20 settembre alla Estorick Collection of Modern Italian Art.
Adesso, con un assaggio di futuro e un morso di passato, non resta che aspettare la prossima London Fashion Week.

Tutto cambia: Gazzarrini docet

giu 30
2009

Panta rei, si dice avesse scritto Eraclito, il filosofo del divenire.
E non si può dire che la moda non colga il concetto.
Un esempio? La nuova collezione Gazzarrini: capi ibridi, tessuti eleganti in contesti casual e linee chic rese con tessuti volontariamente normal.
Una percezione dello stile fuori dagli schemi, che rende possibile l’unione perfetta tra un pantalone in stile jogging e una giacca couture con revers eleganti, per formare un completo da sera che funzioni però in ogni ora della giornata.

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Come sempre portabilissimo, il marchio ha scelto un modo di comunicare che si appiglia alle nuove tecnologie per ridefinire il senso di un’identità fashion, un lucido delirio glamour, come viene definito nel comunicato stampa: il video che presenta la collezione è visibile sul sito e sui social network Facebook e MySpace.

via: sfilate.it

Il futuro è Plus Size

giu 19
2009

C’è una guerra in atto. Una guerra in cui le armi sono i chili invisibili persi dalle modelle durante gli anni, che hanno portato la 36 a diventare la nuova 38 e gli stilisti a creare capi di campionario che non stanno addosso nemmeno a Agyness Deyn (v. la polemica della redattrice di British Vogue Alexandra Shulman

).

Beth Ditto e i Gossip

Beth Ditto e i Gossip

Ma ci sono anche ragazze che mettono fiori nei cannoni: una di queste è l’irriverente leader dei Gossip Beth Ditto, una ragazzona californiana con una voce da favola che si definisce “flabby lesbian” (ovvero lesbica flaccida) e che ha stupito il mondo della musica con le sue performance poco politically correct e il suo peso non esattamente forma. Ecco: quella di Beth non è solo l’ultima linea di abbigliamento ideata da una celebrity. Nossignore. È una linea plus size per ragazze abbondanti e felici, un po’ rock e con le idee chiare sull’essere glamour.

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Leggings lucidi e scintillanti, miniabiti in paillettes, prom-dress fantasia sono i capi che si possono vedere in preview per adesso, in attesa che vadano in vendita per la label Evans dal 9 di luglio. Grande Beth: è proprio il caso di dirlo. via: thecut.com

Fra LBD e Cocktail dress

giu 12
2009
Indecisione.

Indecisione.

Ci sono donne e donne.
C’è chi mai uscirebbe senza una manicure perfetta e chi va dal parrucchiere una volta all’anno.
Chi scende dal tacco 12 solo per andare in palestra e chi non rinuncerebbe mai alle ballerine ultraflat.
Ma ogni donna, almeno una volta nella vita, passa attraverso la fatidica e autoreferenziale domanda: cosa mi metto oggi?
Capita, del resto. La serata importante, quella in cui ci si vuol sentire belle, a prescindere da canoni e convenzioni. Quelle occasioni in cui serve un vestito che non possediamo mai, in cui lo stile di sempre sembra vecchio e stantio.
Se la crisi stilistico-esistenziale si fa forte, la soluzione, come spesso succede, può risiedere in un libro.
No, niente consigli di stile: un bel libro di storia. Storia del costume, è ovvio: The Cocktail Dress della redattrice di Style.com Laird Borrelli-Persson, che ha raccontato la storia del vestito da cocktail dalla sua invenzione negli anni Venti fino all’interpretazione New Look di Dior.

Celebrato dal party di lancio di rito, il libro contiene anche numerose illustrazioni di fashion designer del calibro di Peter Som, Cynthia Rowley e Isaac Mizrahi, e foto di abiti di stilisti famosi (Marc Jacobs, uno dei nomi) che certo desteranno anche la più dormiente ispirazione.
Del resto, cosa c’è di meglio di una lucida analisi di ciò che fu per creare uno stile personale e irripetibile?

Via: The Cut

Avanti il prossimo

giu 08
2009

Non è nuova la ferma volontà di Pitti Immagine Uomo a porsi come scopritore di nuovi talenti nella moda.
Già all’interno del salone apposite sezioni come Touch!, New Beat(s) e Welcome to my house sono tutte dedicate ai nomi emergenti dell’universo fashion, e stilisti come Martin Margiela, Hedi Slimane, Hussein Chalayan sono stati protagonisti negli ultimi anni di eventi speciali con perfomances al limite tra arte e moda.
Era il 2006 quando Rick Owens, stilista californiano dalle interessanti vedute sintetizzate con l’altrettanto interessante neologismo “glunge” (ovvero glamour grunge), presentava al pubblico fiorentino in concomitanza con la sua collezione di abiti anche la sua prima selezione di mobili, creati con materiali innovativi quali resine, cashmere e ossa.

Rick Owens: perfomance a Pitti Immagine Uomo 2006

Rick Owens: perfomance a Pitti Immagine Uomo 2006

Il talent scouting di Pitti quest’anno esce dai confini e si propone come un vero e proprio contest, al quale parteciperanno 7 collezioni tra abbigliamento e accessori selezionate insieme ad Alta Roma e a L’Uomo Vogue.
Who is on next?/Uomo, questo il nome, profetico, del concorso.

Una giuria composta da giornalisti, opinion maker, buyer decreterà poi il vincitore.
“Un display molto tecnico, in cui i contenuti moda saranno i protagonisti assoluti”, assicura Raffaello Napoleone, ad di Pitti Immagine.
Per conoscere il nome del prossimo stilista di culto, dunque, dovremo aspettare in religioso silenzio.
Fino al 18 giugno.

Rivoluzioni in atto: filosofia e-commerce

mag 29
2009

Con l’evolversi dei modi di acquistare e la nuova attenzione verso forme alternative di retail, internet e l’e-commerce abbandonano la loro posizione di fenomeno di nicchia e assurgono a vere e proprie piattaforme di distribuzione accreditate, conquistando una dignità tale da meritarsi corsi di laurea e convegni dedicati.

Uno di questi si terrà il 5 giugno a Vienna, nell’ambito del 9 Festival for Fashion and Photography, manifestazione nata per celebrare il talento austriaco nella moda e nel design collegato ad essa ed evolutasi fino a diventare una vetrina per l’arte nella sua totalità.

Image Campaign del 9 Festival

Image Campaign del 9 Festival

Connessioni fra moda, design, arte, accessibilità da parte di un grande pubblico: uno degli obbiettivi dell’E-Commerce Day - promosso da go international e istituzioni come la Camera di commercio e il Ministero delle politiche giovanili austriaci - è discutere assieme agli ideatori di alcuni dei più fortunati store online di come internet sia diventato un supporto nel marketing piuttosto che un possibile ostacolo all’industria del lusso.
TheOutnet, My-Wardrobe, Farfetch sono solo tre dei nomi coinvolti nella vendita online di abbigliamento griffato, ma la previsione è che l’elenco sia destinato ad aumentare e a diversificare l’offerta ramificandosi e specializzandosi in settori sempre diversi, con fiducia in aumento e fatturati in crescita.

Fra l’esibizione dell’arte come pura creatività atavica concretizzata in abbigliamento tangibile e la strutturazione dell’offerta di tale patrimonio su un supporto elettronico passa molta distanza. Una distanza da colmare, e che ha mille modi diversi di essere colmata.
Esempio concreto nel fervente contesto di cui sopra è Not Just a Label, online store che propone le creazioni dei fashion designer austriaci.
Ma la promozione di stilisti emergenti è solo uno dei modi per mettere in atto relazioni impensate tra persone e industria della moda: il resto è tutto territorio da scoprire.

via: BOF

Colori per tutti!

apr 22
2009

La Bibbia del colore per la P/E 2009

La Bibbia del colore per la P/E 2009

Si chiamano Super Lemon, Vibrant Green, Palace Blue.
Non sono cocktail estivi su spiagge affollate, né tantomeno gli ennesimi nomi stravaganti dei pargoli di qualche star hollywoodiana (o anche italiana, visti i tempi).
Sono i colori che Pantone ha inserito nel Fashion Color Report per la primavera estate 2009, una sorta di Bibbia per i designer ideata da quella che è la massima autorità nel campo dei colori per l’industria del design, in cui la moda rientra a pieno titolo.
Ciò che colpisce è l’interpretazione data dai designer alle colorazioni: parla di ottimismo, relax, voglia di natura e speranza, speranza, e ancora speranza.
Ciò che invece incuriosisce è che un così prezioso documento sia scaricabile gratuitamente e possa essere fruito da chiunque, senza distinzioni di classe sociale o conto in banca.
Spesso la moda, elitaria sia concettualmente che praticamente (causa prezzi improponibili), tende ad avvolgersi su se stessa e a divenire in qualche modo autoreferenziale.
Dando un’occhiata ai commenti dei designer sul Pantone Fashion Color Report si capisce che non è così, anzi.
Si scopre che, comunque, l’idea di un abito nasce da un’idea più ampia e articolata, e le idee sono sempre gratuite: se si vuole trovare un compromesso tra l’essere fashion e attuali e non adeguarsi in tutto e per tutto alle tendenze del fashion system una soluzione c’è.
Ritrovare anche solo uno di quie colori luminosi in un foulard vintage, in un abito che avevamo dimenticato nell’armadio, in un negozio sconosciuto ed ecco che l’idea diventa concreta e si fa moda.
Alta moda. Con alte idee.

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