Il denim parla italiano

giu 04
2009

Autunno/inverno 2010/2011: le collezioni denim in mostra a Parigi

Autunno/inverno 2010/2011: le collezioni denim in mostra a Parigi

Il peso della moda italiana è confermato anche nel mondo del denim, tradizionalmente egemonizzato nell’immaginario collettivo dagli USA.
Affermazione dimostrata proprio in questi giorni (3 e 4 giugno), nella città europea più chic, Parigi, dove si sta tenendo la quarta edizione di Denim by Première Vision, fiera che coinvolge circa 70 attori internazionali della produzione di denim e jeanswear, 17 dei quali sono italiani.
Nell’evocativa cornice dei Docks di Paris Saint-Denis, una volta magazzini e depositi, adesso patrimonio culturale nazionale, Denim by Première Vision ha scelto come tema “Universoul”, una contrazione che sta a significare tutta l’identità e l’anima del jeans.
La storia è raccontata da spazi e installazioni come Black Box Soul e Black Box Daily, allestiti all’entrata dell’esposizione.
I produttori italiani di denim hanno confermato ancora una volta l’importanza dell’esperienza e della creatività nella creazione di un tipo di denim davvero diverso e innovativo, capace di interpretare i trend della stagione in arrivo: un nome per tutti è quello di Candiani, che presenta le sue collezioni di alta gamma, ognuna con 50 varianti diverse.
Un’attenzione, quella che proietta molte aziende italiane verso il futuro, che sempre di più passa attraverso fattori differenziati: uno di questi è l’uso della rete e l’apertura di e-commerce stores.
Rifle, storica azienda italiana, ha aperto proprio in questi giorni il suo primo negozio online.
Perché lo spettacolo del denim deve continuare.

Neologismi fashion: i jeggings di Topshop

mag 16
2009

Non bastavano i leggings, evidentemente. E nemmeno gli skinny jeans. Una moda che vuole pantaloni estremi, dipinti addosso alle gambe delle donne, non poteva che inventare i jeggings.

jeans + leggings: ecco il risultato

jeans + leggings: ecco il risultato

Ideati dalla catena Topshop, quella che ha permesso a Kate Moss di diventare stilista, questo indumento è la versione più morbida e confortevole degli skinny jeans, e più strutturata degli ormai sempre più bistrattati semplici leggings.
Il risultato sono dei pantaloni strettissimi che poco lasciano all’immaginazione, in cotone, poliestere e spandex, che si adattano alla figura e promettono di essere meno costrittivi dei semplici jeans.
Ai posteri l’ardua sentenza.

via: The Cut

Jeans destroyed. Ovvero: soluzioni intelligenti per fashion victim squattrinate

mag 14
2009

En no, non è finita.
Hanno attraversato le decadi incuranti di crisi e opulenze e anche nel 2009 li vedremo in giro per le desolate shopping lane del mondo, a simboleggiare una ricchezza non ostentata, un benessere dimesso.
Il capo in questione sono i jeans strappati, tornati alla ribalta e apparsi in versioni esagerate e lussuosissime sulle passerelle dei maggiori stilisti.

Passerelle strappate

Passerelle strappate

Oltre al jeans destroyed un altro è il trend denim dell’estate che verrà: li hanno chiamati Boyfriend jeans, in realtà non sono nient’altro che jeans oversized, che sembrano “rubati” dall’armadio del proprio fidanzato e infilati così, senza pensarci troppo, arrotolandone l’orlo per non pestarli.
Perplessità a parte sui risultati (se non si è alte si rischia l’effetto “bambina che deve crescere”), entrambi i look sono easy, facili da reperire e non costano praticamente niente.

Versione griffata: DKNY by Levis

Versione griffata: DKNY by Levis

E, per chi ha una spiccata vocazione alla manualità e tempo a disposizione, ecco il diy (fai da te) dei jeans borchiato (altro must have 2009). Basta comprare il necessario, seguire le istruzioni, stare attenti a non farsi male, e il look ripped/punk/couture è bello che fatto.

Via: Fashionising

Gilet di jeans!

apr 17
2009

Va bene, sono tornati gli Anni Ottanta, con tutto ciò che comporta.
Passino i fuseaux (che adesso però si chiamano leggings, e guai a dimenticarsene).
Ma doveva per forza tornare di moda anche questo?

Alexander Wang, Spring 09 (fonte Style.com)

Alexander Wang, Spring 09 (fonte Style.com)

Non è mia intenzione salire su pulpiti e fare prediche, ma onestamente lo vedo un capo un po’ troppo difficile da conciliare con l’eleganza, troppo quotidiano per essere estroso e quindi con una destinazione non semplice da individuare.

E il modello di Alexander Wang in fondo non è male: saranno le numerose imitazioni cheap ad essere a rischio guardaroba effetto “esercito della salvezza”.
Il problema è uno solo: più lo guardo e più mi convinco che starebbe bene con dei leggings neri.
Se lo indossano le star, perché io non dovrei?

(via VeryCool.it)

Soluzioni anticrisi

apr 14
2009

Della serie anche i ricchi piangono, se per ricchi si intendono i grandi brand della moda.
La crisi, vera o presunta o percepita che sia, ha infatti fatto sentire i suoi effetti in ogni campo, e quello dell’acquisto futile&inutile d’impulso è stato uno dei più colpiti, complice l’allarmismo dei mass media che si inseriscono nella psicologia umana facendoci provare sensi colpa inarrestabili anche se compriamo una confezione di dentifricio.

Praticamente impossibile quindi anche solo immaginare di desiderare un paio di costosi jeans, pena la fustigazione morale di chi intravede la borsa del negozio, che cerchi – inutilmente – di celare dentro a quella del Penny Market.

soldi finti per sensi di colpa posticci....

Ma l’inossidabile Diesel, sempre vigile e attenta a ciò che accade nel mondo (per sua fortuna) ha ideato una promozione che permetterà a tutti di girare a testa alta pur avendo fatto acquisti sfrenati.

Da venerdì 17 aprile, infatti, fino alla domenica successiva, è possibile comprare i capi Diesel con uno sconto del 30%, in alcuni punti vendita selezionati: basta presentarsi con in mano, oltre ai soldi veri, le banconote nere che verranno distribuite nelle piazze in appositi corner

dai generosi addetti del brand.

Ma, a differenza che nel mondo reale, nella realtà Diesel i soldi è possibile anche stamparseli a casa, dopo averli scaricati, stampati e ritagliati.
A rincarare la dose ci si mette anche il nome dell’operazione di marketing: “Black Friday”, proprio come quello del ’29…

Ma cosa è il presagio di un venerdì nero a confronto di t-shirt, abitini e jeans scontati?

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